commerciale@pelletmyfire.it | Area riservata  

Riscaldamento: Quali pellet per la stufa?

Pubblicato il da in Pellet, Stufe a Pellet

Consigli Stufa Pellet

Se i wood pellet sono il futuro del riscaldamento a basse emissioni e ad alto risparmio, non sempre è facile districarsi fra le varie offerte presenti sul mercato. Quale pellet scegliere per la propria stufa e quale stufa scegliere? Come riscaldare la propria casa in maniera ottimale senza che il portafoglio ne risenta?

La prima cosa da fare è leggere bene l’etichetta, che indica il tipo di legno utilizzato per fare i pellet, l’anno di produzione, la provenienza del materiale ed eventuali certificazioni di qualità (come la Certificazione ENplus A1). Nell’etichetta bisogna anche leggere altre caratteristiche chiave: il potere calorifico, i residui di cenere (preferibile se è minore dell’1%) e la percentuale di umidità.

Se chi cerca il marmo migliore punta a quello di Carrara, quando si parla di questi piccoli combustibili derivanti dai residui di lavorazione del legno il top si ha se è ottenuto dal legno vergine di faggio o di abete (vedi Pellet di Abete Bianco), che hanno una consistenza migliore. Di alta qualità anche i pellet derivati dal legno degli alberi di latifoglie (noce, castagno, pioppo bianco, betulla, faggio…).

Buoni anche i pellet realizzati con una sorta di “potpourri” di legna o quelli formati da segatura di legno insieme a scarti di mais, quest’ultimo preferibile più per le grandi caldaie che per gli impianti domestici, a causa di un elevato residuo di cenere.

Per una scelta oculata del prodotto, c’è una regola di base: è la consistenza a dare maggior efficienza al prodotto e non il tipo di colore del legno, dove è falsa l’equazione pellet chiaro = maggior efficienza energetica. Altro elemento da considerare è che se nel sacco che contiene il materiale c’è molta polvere, ne deriva che è molto probabile che il pellet sia di bassa qualità in quanto formato da legno che tende allo sgretolamento, con la conseguenza che parte del prodotto sarà inutilizzabile e che la resa sarà inferiore.

C’è infine un metodo molto empirico ma efficace per verificare la qualità di un pellet: se lo si immerge in un po’ d’acqua e va a fondo, la qualità è buona. Se resta a galla, meglio desistere.